Il progetto PHYLUM è nato sviluppando concetti che hanno sempre esercitato su chi scrive un forte fascino. Le suggestioni, quindi, sono molteplici. Alcuni interessi hanno avuto un ruolo di primo piano nel mio percorso formativo e sono emersi prepotentemente e spontaneamente nella prassi compositiva. In contemporanea al processo di scrittura, man mano che le prime composizioni venivano alla luce, si delineavano dei temi ricorrenti a fondamento di ogni pezzo, e gli stessi influenzavano la scrittura di nuove composizioni, in un processo biunivoco di influenza, dove il fare anticipa la teoria e viceversa.

Tra queste influenze troviamo l’interesse verso la struttura, l’equilibrio e la coerenza formale. Tutti aspetti che sembrano riguardare perlopiù un ambito analitico dell’oggetto, artistico e non. Procedendo oltre però, scopriamo che questa attenzione per l’intima natura dell’organismo ci conduce a profonde riflessioni sul senso identitario, di appartenenza dell’essere vivente, di condivisione e di comunione.

La parola PHYLUM deriva dal greco ϕυλή, “tribù”, “appartenenza”, “stirpe”.
Già l’etimologia rimanda ad un insieme di organismi riuniti sotto un’unica famiglia, legati da comuni origini. Botanica e zoologia, discipline che appellano alcune categorie tassonomiche con il termine “phyla”, ci spiegano meglio come esseri viventi che appaiono tanto diversi tra loro, quindi organismi differenti, in realtà sono spesso accomunati dal condividere il medesimo piano strutturale.

Questo in qualche modo ci pone di fronte ad una riflessione attorno al concetto di diversità, che tanto spazio occupa nel mondo contemporaneo attuale. Per promuovere l’accettazione della diversità come elemento prezioso delle nostre nuove società, si pone spesso l’accento sul fatto che confrontarsi con la diversità costituisce un momento di arricchimento, che ci consente di venire a contatto con qualcosa di altro rispetto a noi.
Ma allo stesso tempo assume una certa rilevanza l’aspetto che vede tutti gli esseri viventi accomunati, quindi legati nel bene e nel male, da più o meno elementi in comune. Quella che chiamiamo diversità, in un senso più ampio e su livelli più profondi, perde il suo carattere di “alterità”, per rivelare i suoi elementi di “identità”.

Questa attenzione per i legami più nascosti, per quelle connessioni che prediligono manifestarsi su piani interiori piuttosto che esteriori, ha portato il progetto a diventare una sorta di atto d’amore verso la complessità, verso tutto ciò che è nascosto, che non appare subito, che va scovato, verso tutto ciò che non è sempre facilmente intellegibile, verso ciò che procede lentamente, verso l’anomalia, verso l’eccezione, “l’anello che non tiene”. La complessità fa parte del mondo che ci circonda e confrontarsi con essa è una delle attività più belle che la nostra mente possa compiere.

Venendo ai brani che compongono il disco, si delinea un percorso musicale tra gli elementi, i sistemi e i concetti legati all’idea di struttura. Il percorso è immaginato come una successione di eventi con un inizio ed una fine ma senza una successione cronologica. Nei brani sono suggerite delle linee evolutive, senza però necessaria correlazione o rapporto di condizionamento tra i piani strutturali presentati.

PreludioCreazione

La materia musicale è presentata in condizione caotica e densa. Gli elementi compositivi sono mescolati tra loro apparentemente senza una struttura. E’ la lotta tra i comportamenti imprevedibili – sovente inconcepibili e allo stesso tempo oggetto di fascino per la nostra mente – dell’esistente e la volontà della vita, quindi dell’uomo, di dare struttura chiara al mondo che ci circonda, per renderne comprensibili i legami tra le parti che lo compongono.

Adi

Adi ruota attorno alla struttura musicale nella più basilare delle sue forme: la triade. Il concetto di triade in musica è avvertito come il più naturale tra i rapporti tra le note musicali. La ragione è dovuta al fatto che la triade è l’elemento minimo essenziale che comunica da sempre, nella tradizione musicale occidentale, la natura armonica di un concetto musicale. Le combinazioni di tre elementi hanno avuto nel corso della storia dell’uomo un’importanza particolare. Se dal punto di vista prettamente tecnico-musicale il brano prende spunto dalla triade quale concetto armonico, è al procedimento logico filosofico della tesi-antitesi e sintesi che il brano ADI guarda per la struttura formale: si sviluppa attraverso l’affermazione di un concetto (ancora accennato, non completamente attuato), seguita dalla sua negazione (dove il materiale sonoro di partenza viene stravolto in un furore improvvisativo) e la negazione della negazione, ovvero ritorno e attuazione finale del concetto.

Dulce

Le evoluzioni di alcune strutture, spesso, sono regolate da rapporti che si vengono a creare tra la cellula madre e le conseguenti derivazioni. Le linee di sviluppo sono indipendenti tra loro e allo stesso tempo intimamente connesse. L’uomo ricerca questi rapporti e prova ad ideare sistemi complessi dalla forma compiuta. In ambito musicale un ruolo significativo di struttura complessa è da sempre associato a quella contrappuntistica, nella fattispecie nell’espressione della fuga. La composizione sviluppa il materiale della fuga in forma canonica e non, utilizzando i molteplici procedimenti di variazione dell’arte dell’imitazione, ribaltando il naturale sviluppo della fuga musicale.

Abside

Brano dedicato a Bach, creatore per eccellenza di sistemi organizzati e dallo sviluppo sempre coerente. Il gioco compositivo si esplica partendo dalle quattro note del nome del compositore, B.A.C.H, che vengono sviluppate dai tre strumenti in maniera polimetrica e polimetronomica per poi lasciare spazio a comune scansione temporale ed equilibrio formale nell’estatico corale conclusivo del pezzo.

Adam R.

Lo sviluppo di un organismo generalmente consiste in un procedimento armonico che conduce ad un risultato consequenziale. Lo immaginiamo come equilibrato, proporzionato, lineare, appagante. Graduale.

Adam Rainer era qualcosa di differente.

Adam Rainer è stato l’unico uomo, di cui si ha documentazione, ad essere affetto sia da nanismo che da gigantismo. All’età di ventuno anni non raggiungeva il metro e venti di statura. Improvvisamente, da quell’età, cominciò a crescere velocemente. Lo sviluppo è disarmonico e innaturale e il corpo si deforma, sottoposto ad una crescita vorticosa. Per un breve periodo il corpo di Adam possiederà necessariamente una forma “normale”, ma la crescita andrà oltre.

La musica racconta questo evoluzione anomala mediante combinazioni inusuali dei parametri temporali e dinamici, espandendo gli stessi su assi divergenti e linee di sviluppo percepite come innaturali e paradossali.

Phylum

Il brano è la trasposizione in musica delle possibili linee evolutive che una cellula strutturale può intraprendere e che possono condurre organismi ad assumere forme incredibilmente diverse. Sviluppata in tre sezioni differenti, la composizione presenta nella sua prima parte una prima elaborazione essenziale del materiale. Nelle sezioni successive è il tempo che influisce sull’organizzazione del materiale, proprio come la nostra percezione del tempo condiziona l’apparente fluire degli eventi. Phylum II si caratterizza come una danza in tempo ternario, lenta, armonica. La forma ed il linguaggio rimandano ad un mondo classico, ad una dimensione contemplativa delle cose. Nell’ultima parte la cellula melodica che sta alla base della composizione viene scomposta e spezzata in tanti pezzi, in un fluire del tempo più frenetico. Le molecole che componevano la materia musicale delle sezioni precedenti si mescolano ambiguamente tra i toni malinconici della parte centrale della suite e altri dissonanti. La placidità lascia il posto ad un linguaggio frenetico, di reminiscenze più contemporanee, che non ha posto per la contemplazione. Il brano termina con una nuova organizzazione formale della materia.

PostludioDissoluzione

Nell’atto del dissolversi di un essere viene a mancare la forma, la consistenza. Non la materia. E la struttura? Esiste un senso di struttura connaturato all’idea stessa di esistenza?

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